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Opera.

Madame Butterfly (1904)
musica di Giacomo Puccini
(da John L. Long e David Belasco)
Tragedia Giapponese
di L. Illica e G. Giacosa


Personaggi

· Madama Butterfly (Cio-Cio-San)
· Suzuki, servente di Cio-Cio-San
· Kate Pinkerton
· F. B. Pinkerton, Tenente nella marina degli S.U.A.
· Sharpless, Console degli Stati Uniti a Nagasaki
· Goro, nakodo
· Il principe Yamadori
· Lo zio Bonzo
· Yakusidé
· Il commissario imperiale
· L'ufficiale del registro
· La madre di Cio-Cio-San
· La cugina
· Dolore
· Parenti, Amici ed Amiche di Cio-Cio-San, Servi.
A Nagasaki - epoca presente.
· Atto Primo
· Atto Secondo
LUIGI ILLICA & GIUSEPPE GIACOSA / GIACOMO PUCCINI
Madama Butterfly
 
Atto Primo
Collina presso Nagasaki.
Casa giapponese, terrazza e giardino. In fondo, al basso, la rada, il porto, la città di Nagasaki.
Si alza il sipario.
[Dalla camera in fondo alla casetta, Goro con molti inchini introduce Pinkerton, al quale con grande prosopopea, ma sempre ossequente fa ammirare in dettaglio la piccola casa. Goro fa scorrere una parete nel fondo, e ne spiega lo scopo a Pinkerton]
[si avanzano un poco sul terrazzo]
Pinkerton [sorpreso per quanto ha visto, dice a Goro:]
E soffitto... e pareti...
Goro [godendo delle sorprese di Pinkerton]
Vanno e vengono a prova
a norma che vi giova
nello stesso locale
alternar nuovi aspetti ai consueti.
Pinkerton [cercando intorno]
Il nido nuzïal
dov'è?
Goro [accenna a due locali]
Qui, o là... secondo...
Pinkerton
Anch'esso a doppio fondo!
La sala?
Goro [mostra la terrazza]
Ecco!
Pinkerton [stupito]
All'aperto?...
[Goro fa scorrere la parete verso la terrazza]
Goro
Un fianco scorre...
Pinkerton [mentre Goro fa scorrere le pareti]
Capisco!... capisco!... Un altro...
Goro
Scivola!
Pinkerton
E la dimora frivola...
Goro [protestando]
Salda come una torre
da terra, fino al tetto.
[invita Pinkerton a scendere in giardino]
Pinkerton
È una casa a soffietto.
[Goro batte tre volte le mani palma a palma]
[entrano due uomini ed una donna che umilmente e lenti si genuflettono innanzi a Pinkerton]
Goro [con voce un po' nasale, accennando]
Questa è la cameriera
che della vostra sposa
[lezioso] fu già serva amorosa.
Il cuoco... il servitor. Son confusi
del grande onore.
Pinkerton [impaziente]
I nomi?
Goro [indicando Suzuki]
Miss Nuvola leggiera.
[indicando un servo] Raggio di sol nascente.
[indicando l'altro servo] Esala aromi.
Pinkerton
Nomi di scherno o scherzo.
Io li chiamerò: musi!
[indicandoli ad uno ad uno]
Muso primo, secondo, e muso terzo.
Suzuki [sempre in ginocchio, ma fatta ardita rialza la testa]
Sorride Vostro Onore?
Il riso è frutto e fiore.
Disse il savio Ocunama:
dei crucci la trama
smaglia il sorriso. Schiude alla perla il guscio,
apre all'uomo l'uscio
del Paradiso.
Profumo degli Dei...
Fontana della vita...
Disse il savio Ocunama:
dei crucci la trama
smaglia il sorriso.
[Pinkerton è distratto e seccato]
Goro [accorgendosi che Pinkerton comincia ad essere infastidito dalla loquela di Suzuki batte tre volte le mani]
[i tre si alzano e fuggono rapidamente rientrando in casa]
Pinkerton
A chiacchiere costei
mi par cosmopolita.
[a Goro che è andato verso il fondo ad osservare]
Che guardi?
Goro
Se non giunge ancor la sposa.
Pinkerton
Tutto è pronto?
Goro
Ogni cosa.
Pinkerton
Gran perla di sensale!
Goro
Qui verran: l'Ufficiale
del registro, i parenti, il vostro Console,
la fidanzata. Qui si firma l'atto
e il matrimonio è fatto.
Pinkerton
E son molti i parenti?
Goro
La suocera, la nonna, lo zio Bonzo
(che non ci degnerà di sua presenza)
e cugini, e le cugine...
Mettiam fra gli ascendenti...
ed i collaterali, un due dozzine.
Quanto alla discendenza...
provvederanno assai
[con malizia ossequente]
Vostra Grazia e la bella Butterfly.
Pinkerton
Gran perla di sensale!
[Goro ringrazia con un profondo inchino]
Sharpless [dall'interno, un po' lontano]
E suda e arrampica!
sbuffa, inciampica!
Goro [ch'è accorso al fondo, annuncia a Pinkerton]
Il Consol sale.
[si prosterna innanzi al Console]
Sharpless [entra sbuffando]
Ah!... quei ciottoli
mi hanno sfiaccato!
Pinkerton [va incontro al Console: i due si stringono la mano]
Bene arrivato.
Goro [al Console]
Bene arrivato.
Sharpless
Ouff!
Pinkerton
Presto Goro
qualche ristoro.
[Goro entra in casa frettoloso]
Sharpless [sbuffando e guardando intorno]
Alto.
Pinkerton [indicando il panorama]
Ma bello!
Sharpless [contemplando la città ed il mare sottoposti]
Nagasaki, il mare,
il porto...
Pinkerton [accenna alla casa]
e una casetta
che obbedisce a bacchetta.
Sharpless
Vostra?
Pinkerton
La comperai
per novecentonovantanove anni,
con facoltà, ogni mese,
di rescindere i patti.
Sono in questo paese
elastici del par, case e contratti.
Sharpless
E l'uomo esperto ne profitta.
Pinkerton
Certo.
[Goro viene frettoloso dalla casa, seguito dai due servi: portano bicchieri, bottiglie e due poltrone di vimini: depongono bicchieri e bottiglie su di un piccolo tavolo]
Pinkerton [con franchezza]
Dovunque al mondo lo Yankee vagabondo
si gode e traffica
sprezzando rischi.
Affonda l'áncora alla ventura...
[s'interrompe per offrire da bere a Sharpless]
Milk-Punch, o Wisky?
[riprendendo]
Affonda l'áncora alla ventura
finchè una raffica
scompigli nave e ormeggi, alberatura.
La vita ei non appaga
se non fa suo tesor
i fiori d'ogni plaga,...
Sharpless
È un facile vangelo...
Pinkerton [continuando]
d'ogni bella gli amor.
Sharpless
è un facile vangelo
che fa la vita vaga
ma che intristisce il cor.
Pinkerton
Vinto si tuffa, la sorte racciuffa.
Il suo talento
fa in ogni dove.
Così mi sposo all'uso giapponese
per novecento
novantanove
anni. Salvo a prosciogliermi ogni mese.
Sharpless
È un facile vangelo.
Pinkerton
``America for ever!''
Sharpless
``America for ever!''
Sharpless
Ed è bella
la sposa?
[Goro che ha udito, si avanza premuroso ed insinuante]
Goro
Una ghirlanda
di fiori freschi. Una stella
dai raggi d'oro.
E per nulla: sol cento
yen.
[al Console] Se Vostra Grazia mi comanda
ce n'ho un assortimento.
[Il Console ridendo, ringrazia]
Pinkerton [con viva impazienza]
Va, conducila Goro.
[Goro corre in fondo e scompare discendendo il colle]
[ad un cenno di Pinkerton i due servi rientrano in casa]
[Pinkerton e Sharpless si siedono]
Sharpless
Quale smania vi prende!
Sareste addirittura
cotto?
Pinkerton
Non so!... non so! Dipende
dal grado di cottura!
Amore o grillo,
dir non saprei. Certo costei
m'ha coll'ingenue arti invescato.
Lieve qual tenue vetro soffiato
alla statura, al portamento
sembra figura da paravento.
Ma dal suo lucido fondo di lacca
come con subito moto si stacca,
qual farfalletta svolazza e posa
con tal grazietta silenzïosa
che di rincorrerla furor m'assale
se pure infrangerne dovessi l'ale.
Sharpless [seriamente e bonario]
Ier l'altro, il Consolato
sen' venne a visitar!
Io non la vidi, ma l'udii parlar.
Di sua voce il mistero
l'anima mi colpì.
Certo quando è sincer
l'amor parla così.
Sarebbe gran peccato
le lievi ali strappar
e desolar forse un credulo cuor.
Pinkerton
Console mio garbato,
quetatevi! Si sa,
Sharpless
Sarebbe gran peccato...
Pinkerton
la vostra età è di flebile umor.
/ Non c'è gran male
| s'io vo' quell'ale
| drizzare ai dolci voli dell'amor!
| Sharpless
| Quella divina
| mite vocina
\ non dovrebbe dar note di dolor.
Pinkerton [offre di nuovo da bere]
Wiskey?
Sharpless
Un'altro bicchiere.
Pinkerton mesce del Wiskey a Sharpless e colma anche il proprio bicchiere.
Sharpless [alzandosi, leva il calice]
Bevo alla vostra famiglia lontana.
Pinkerton [si alza e leva esso pure il bicchiere]
E al giorno in cui mi sposerò con vere
nozze, a una vera sposa... americana.
/ Goro [riappare correndo affannato dal basso della collina]
| Ecco! Son giunte al sommo del pendìo.
| [accenna verso il sentiero]
| Già del femmmineo sciame
| qual di vento in fogliame
| s'ode il brusìo.
| Le Amiche di Butterfly (SA) [interno, lontano]
\ Ah! ah! ah!
[Pinkerton e Sharpless osservano con curiosità verso il fondo]
Le Amiche (SA)
Ah! ah! ah! ah!
ah! Quanto cielo! quanto mar!
[sempre interno] Quanto cielo! quanto mar!
Butterfly [interno]
Ancora un passo or via.
Le Amiche (SA)
Come sei tarda!
Butterfly
Aspetta.
Le Amiche (SA)
Ecco la vetta.
Guarda, guarda quanti fior!
Butterfly [serenamente]
Spira sul mare e sulla
terra
Le Amiche (SA)
Quanto cielo! quanto mar!
/ Butterfly
| un primaveril soffio giocondo.
| Sharpless
\ O allegro cinguettar di gioventù!
/ Butterfly
| Io sono la fanciulla
| più lieta del Giappone, anzi del mondo.
| Amiche, io son venuta
| al richiamo d'amor
| nelle gaudiose soglie
| Le Amiche (SA)
| Quanti fior! quanto mar!
| Quanto cielo! quanti fior!
| Gioia a te, gioia a te sia
\ dolce amica,
/ Butterfly
| ove s'accoglie
| il bene di chi vive e di chi muor.
| Le Amiche (S)
| ma pria
| di varcar la soglia che t'attira
| volgiti indietro e mira,
| Le Amiche (AA)
| volgiti indietro e mira
\ le cose tutte che ti son sì care,
Le Amiche (SAA)
mira quanto cielo, quanti fiori, quanto mar!
/ Butterfly
| Amiche, io son venuta
| al richiamo d'amor,
| al richiamo d'amor,
\ son venuta al richiamo d'amor!
/ Le Amiche (S)
| Gioia a te, a te sia
| dolce amica, ma pria
| di varcar la soglia
| volgiti indietro e mira
| le cose tutte che ti son sì care!
| Le Amiche (AA)
| Gioia a te, gioia a te sia
| dolce amica, ma pria
| di varcar la soglia
\ volgiti indietro, dolce amica, e mira!
[appaiono in scena - hanno tutte grandi ombrelli aperti a vivi colori]
Butterfly [alle amiche]
Siam giunte.
[vede il gruppo dei tre uomini e riconosce Pinkerton. Chiude subito l'ombrello e pronta lo addita alle amiche]
F. B. Pinkerton. Giù. [si genuflette]
Le Amiche (SA) [chiudono gli ombrelli e si genuflettono]
Giù.
[tutte si alzano e si avvicinano a Pinkerton, cerimoniosamente]
Butterfly [fa una riverenza]
Gran ventura.
Le Amiche (S) [facendo una riverenza]
Riverenza.
Pinkerton [sorridendo]
È un po' dura
la scalata?
Butterfly [compassata]
A una sposa
costumata
più penosa
è l'impazienza...
Pinkerton [gentilmente, ma un po' derisorio]
Molto raro
complimento.
Butterfly [con ingenuità]
Dei più belli
ancor ne so.
Pinkerton [rincalzando]
Dei gioielli!
Butterfly [volendo sfoggiare il suo repertorio di complimenti]
Se vi è caro
sul momento...
Pinkerton
Grazie... no.
Sharpless [ha osservato prima curiosamente il gruppo delle fanciulle, poi si è avvicinato a Butterfly, che lo ascolta con attenzione]
Miss Butterfly. Bel nome, vi sta a meraviglia.
Siete di Nagasaki?
Butterfly
Signor sì. Di famiglia
assai prospera un tempo.
[alle amiche] Verità?
Le Amiche (S) [approvando premurose]
Verità!
Butterfly [con naturalezza]
Nessuno si confessa mai nato in povertà,
non c'è vagabondo che a sentirlo non sia
di gran prosapia. Eppur
conobbi la ricchezza. Ma il turbine rovescia
le quercie più robuste... e abbiam fatto la ghescia
per sostentarci.
[alle amiche] Vero?
Le Amiche (S) [confermano]
Vero!
Butterfly
Non lo nascondo,
nè m'adonto.
[vedendo che Sharpless sorride]
Ridete? Perché?... Cose del mondo.
Pinkerton [ha ascoltato con interesse e si rivolge a Sharpless]
(Con quel fare di bambola quando parla m'infiamma...)
Sharpless [anch'esso interessato dalle chiacchiere di Butterfly, continua ad interrogarla]
E ci avete sorelle?
Butterfly
Non signore. Ho la mamma.
Goro [con importanza]
Una nobile dama.
Butterfly
Ma senza farle torto
povera molto anch'essa.
Sharpless
E vostro padre?
Butterfly [si arresta sorpresa, poi secco secco risponde:]
Morto.
Le amiche chinano la testa. Goro è imbarazzato. Tutte si sventolano nervosamente coi ventagli.
Butterfly [per rompere il penoso silenzio, si rivolge a Pinkerton]
Ma ho degli altri parenti:
uno zio Bonzo.
Pinkerton [con esagerata ammirazione]
Senti!
Le Amiche (S)
Un mostro di sapienza.
Goro [incalzando]
Un fiume d'eloquenza!
Pinkerton
Grazia, grazia, mio Dio!
Butterfly
Ci ho ancora un'altro zio!
Ma quello...
Le Amiche (S)
Gran corbello!
Butterfly [volendo bonariamente mitigare]
Ha un po' la testa a zonzo.
Le Amiche (S)
Perpetuo tavernaio.
Pinkerton
Capisco, un Bonzo e un gonzo.
I due mi fanno il paio.
Butterfly [mortificata]
Ve ne rincresce?
Pinkerton
Ohibò!
Per quel che me ne fo!
Sharpless [a Butterfly]
Quant' anni avete?
Butterfly [con civetteria quasi infantile]
Indovinate.
Sharpless
Dieci.
Butterfly
Crescete.
Sharpless
Venti.
Butterfly
Calate.
Quindici netti, netti;
[con malizia]
sono vecchia diggià.
Sharpless
Quindici anni!
Pinkerton
Quindici anni!
Sharpless
L'età
dei giuochi...
Pinkerton
e dei confetti.
Pinkerton [a Goro, che batte le mani, chiamando i tre servi, i quali accorrono dalla casa]
Qua i tre musi. Servite
ragni e mosche candite.
[Goro impartisce loro gli ordini, man mano che li riceve da Pinkerton]
Nidi al giulebbe e quale
è licor più indigesto
e più nauseabonda leccornìa
della Nipponerìa.
[Goro fa cenno ai servi d'affrettarsi in casa e di portare fuori ogni cosa]
Ricevuti nuovi ordini da Pinkerton, Goro va anch'esso per entrare in casa, quando si accorge che altre persone salgono il colle; va ad osservare, poi corre ad annunciare a Pinkerton e Sharpless i nuovi sopraggiunti
Goro [annunciando con importanza]
L'Imperial Commissario, l'Ufficiale
del registro, i congiunti.
Pinkerton
Fate presto.
[Goro corre in casa]
Dal sentiero in fondo si vedono sfilare i parenti di Butterfly: questa va loro incontro, insieme alle amiche: grandi saluti, riverenze: i parenti osservano curiosamente i due americani. Pinkerton ha preso sottobraccio Sharpless e, condottolo da un lato, gli fa osservare, ridendo, il bizzarro gruppo dei parenti; il Commissario Imperiale e l'Ufficiale del registro si fermano in fondo, rimanendo immobili con grande prosopopea
Pinkerton
Che burletta la sfilata
della nova parentela,
tolta in prestito, a mesata,
Parenti ed Amiche (4 sole) (S) [a Butterfly]
Dov'è?
Parenti ed Amici (4 soli) (TT) [a Butterfly]
Dov'è?
Butterfly, Parenti ed Amiche (4 altre) (AA) [indicando Pinkerton]
Eccolo là!
/ Una Cugina
| Bello non è.
| Parenti ed Amici (4 soli) (TT)
| Bello non è.
| in verità,
| Bello non è.
| Pinkerton
| Certo dietro a quella vela
| di ventaglio pavonazzo,
| la mia suocera si cela.
| Butterfly [offesa]
| Bello è così che non si può...
| sognar di più.
| Parenti ed Amiche (4 sole) (SS)
| Mi pare un re!
| (2 sole)
| Vale un perù.
| Parenti ed Amiche (4 altre) (AA)
| Vale un perù.
| (2 altre)
| Mi pare un re!
| La Madre [con grande ammirazione]
\ Mi pare un re!
/ Cugina [a Butterfly]
| Goro l'offrì
| pur anco a me.
| Butterfly [sdegnosa, alla Cugina]
| Si,.. giusto tu!
| Pinkerton [indicando Yakusidé]
\ E quel coso da strapazzo
è lo zio briaco e pazzo.
Parenti, Amici ed Amiche (3 sole & 3 soli) (ST) [alla Cugina]
Ecco, perché
prescelta fu,
vuol far con te
/ la soprappiù
| Parenti ed Amiche (3 altre) (A)
| La sua beltà
| già disfiorì.
| Parenti ed Amiche (3 altri) (T) [commiserando Butterfly]
| La sua beltà
\ già disfiorì.
Parenti, Amici ed Amiche (3 sole & 3 soli) (ST)
Divorzierà.
Cugina, Parenti ed Amiche (3 altre) (A)
Spero di sì.
Parenti ed Amici (3 soli & 3 altri) (T)
Spero di sì.
Parenti ed Amiche (3 sole & 3 altre) (SA)
La sua beltà
già disfiorì.
Goro [indispettito dal garrulo cicalio, va dall'uno all'altro raccomandando di parlare sottovoce]
Per carità
tacete un po'.
Lo Zio Yakusidé [addocchiando i servi che cominciano a portare vini e liquori]
Vino ce n'è?
La Madre [sbirciando, cercando di non farsi scorgere], la Zia
Guardiamo un po'.
/ Parenti ed Amiche (4 scelti) (S) [con soddisfazione, a Yakusidé]
| Ne vidi già
| color di thè,
| color di thè
| e chermisì!
| Parenti ed Amiche (4 altri) (AA) [guardando compassionevolmente Butterfly]
| La sua beltà
| già disfiorì,
| già disfiorì.
\ Divorzierà.
La Madre, la Zia, Parenti ed Amiche (tutti) (SSA)
Ah! hu!
Parenti ed Amici (T)
Ah! hu!
La Madre, la Zia, Parenti ed Amiche (SA)
ah! hu!
/ La Madre
| Mi pare un re!
| in verità bello è così
| che non si può sognar di più.
| Mi pare un re!
| Bello è così che non si può
| sognar di più, sognar di più.
| Mi pare un re! Vale un Perù.
| Mi pare un re!
| La Cugina [a Butterfly]
| Goro l'offrì pur anco a me, ma s'ebbe un no!
| Bello non è in verità!
| Goro l'offrì pur anco a me, ma s'ebbe un no.
| In verità bello non è, in verità.
| Divorzierà. Spero di sì. Divorzierà!
| Parenti ed Amiche (S)
| Bello non è, in verità, bello non è!
| bello non è, in verità!
| Goro l'offrì pur anco a me, ma s'ebbe un no.
| In verità bello non è, in verità.
| Divorzierà. Spero di sì. Divorzierà!
| Parenti ed Amiche (A)
| Bello è così che non si può sognar di più!
| Mi pare un re! Vale un Perù.
| In verità è così bel che pare un re,
| in verità mi par un re, in verità.
| Divorzierà. Spero di sì. Divorzierà!
| Zio Yakusidé
| Vino ce n'è? Guardiamo un po', guardiamo un po'.
| Ne vidi già color di thè, e chermisi, color di thè.
| Vino ce n'è? Vediamo un po'!
| Parenti ed Amici (T)
| Bello non è, in verità, bello non è.
| Goro l'offrì pur anco a te,
| ma s'ebbe un no! ma s'ebbe un no!
| La sua beltà già disfiorì, già disfiorì.
| Divorzierà. Spero di sì. Divorzierà!
| La Zia
| Vale un Perù.
| In verità bello è così
| che non si può sognar di più.
| Mi pare un re!
| Bello è così che non si può
| sognar di più, sognar di più.
| Mi pare un re! Vale un Perù.
| Mi pare un re!
| Butterfly [alla Cugina]
\ Sì... giusto tu!
Goro [interviene di nuovo per far cessare il baccano, poi coi gesti fa cenno di tacere]
Per carità
tacete un po'...
Sch! sch! sch!
Sharpless [a Pinkerton, a parte]
O amico fortunato!
[ai cenni di Goro i parenti e invitati si riuniscono in crocchio, sempre però agitandosi e chiacchierando]
/ Parenti ed Amiche e la Cugina (S)
| Ei l'offrì pur anco a me!
| Parenti ed Amiche e la Madre (A)
| Egli è bel, mi pare un re!
| Pinkerton
| Sì, è vero, è un fiore, un fiore!
| Sharpless
\ O fortunato Pinkerton
[intanto Goro avrà fatto disporre dai servi alcuni tavolini sui quali dispongonsi varie confetture, pasticcietti, liquori, vini e servizi da thè. Si portano poi alcuni cuscini ed un tavolo a parte, coll'occorrente per scrivere]
/ Parenti ed Amiche e la Cugina (S)
| Ei l'offrì pur anco a me!
| Parenti ed Amiche e la Madre (A)
| Egli è bel, mi par un re!
| Pinkerton
| L'esotico suo odore
| Sharpless
\ che in sorte v'è toccato
/ Parenti ed Amiche e la Cugina (S)
| Ma risposi non lo vo'!
| Parenti ed Amiche e la Madre (A)
| Non avrei risposto no!
| Pinkerton
| m'ha il cervello sconvolto.
| Sharpless
\ un fior pur or sbocciato!
/ Parenti ed Amiche e la Cugina (S)
| e risposi no!
| Parenti ed Amiche e la Madre (A)
\ non direi mai no!
Sharpless
Non più bella e d'assai
/ fanciulla io vidi mai
| di questa Butterfly.
| E se a voi sembran scede
| il patto e la sua fede
| Parenti ed Amiche e la Cugina (S)
| Senza tanto ricercar
| io ne trovo dei miglior,
| e gli dirò un bel no,
| e gli dirò di no, di no!
| Parenti ed Amiche e la Madre (A)
| No, mia cara, non mi par, | è davvero un gran signor,
| nè gli direi di no,
| nè mai direi di no, di no!
| Butterfly [ai suoi]
| Badate, attenti a me.
| Pinkerton
| Sì, è vero, è un fiore, un fiore,
| e in fede mia l'ho colto!
| Parenti e Amici (TT)
\ E divorzierà, e divorzierà, divorzierà!
Sharpless
badate!...
Ella ci crede...
[accenna a Butterfly]
Butterfly
Mamma, vien qua.
[agli altri] Badate a me:
attenti, orsù,
[parlato, con voce infantile]
uno, due, tre
e tutti giù.
[al cenno di Butterly tutti si prosternano innanzi a Pinkerton ed a Sharpless: Goro rimane in piedi]
[Parenti ed amici si alzano e guardano con soddisfatta curiosità i dolciumi ed i liquori mentre Goro con pomposa importanza invita il Commissario e l'Ufficiale ad avanzarsi]
Goro [con voce nasale]
Qui signor Ufficial. E qui Eccellenza.
Ho la dolce incombenza
d'esprimervi non già col parlar vano
ma... all'uso americano
grata intenzïon
[dà loro dei biglietti di banca]
del qui presente...
signor Luogotenente.
Commissario Imperiale, Ufficiale [con fredda importanza, intascando i biglietti]
Ottimamente.
Parenti ed Amici, la Madre, la Cugina, e Yakusidé (SAT)
[ad un cenno di Butterfly si avanzano e fanno un profondo inchino a Pinkerton]
Facciamo un inchino profondo.
Pinkerton [sorride e risponde inchinandosi]
Profondo vi rendo l'inchino.
Parenti ed Amici, la Madre, la Cugina, e Yakusidé (SAT) [ripetono l'inchino]
E noi facciamo un secondo.
Pinkerton [si inchina di nuovo]
La stessa moneta vi do.
Parenti ed Amici, la Madre, la Cugina, e Yakusidé (SAT) [fanno un terzo inchino]
Giammai non daremo al divino
/ Parenti ed Amici e Yakusidé (T)
| tuo merto condegna onoranza...
| Parenti ed Amiche, la Madre, e la Cugina (SA)
\ tuo merto condegna onoranza,
condegna onoranza.
Pinkerton [ringrazia, ma fa cenno che gli inchini bastano]
Ammiro la vostra costanza,
ma il dorso curvar più non so.
Butterfly [presenta i parenti a Pinkerton]
Mia madre.
Pinkerton
Assai felice.
La Madre
Vostra Grazia ha lo splendor del giglio.
Butterfly
Mia cugina e suo figlio.
Pinkerton [dando un buffetto al bambino, che si ritrae pauroso]
Ben piantato... promette...
La Cugina [spinge ancora innanzi il bambino]
Che si dice?
Il Bimbo [compitando]
Eccellenza...
Butterfly
Lo zio Yakusidé.
Pinkerton
È quello?.. [ridendo forte] Ah! ah!
Parenti ed Amici (SAT) [spingendo avanti Yakusidé]
Yakusidé...
[ridendo] Ah! ah!
Yakusidé [ridendo]
Eh! eh! eh! eh!
[a Pinkerton, ossequiente]
Salute agli avi, gloriose gesta.
Parenti ed Amici (la metà) (ST) [a Pinkerton]
Buona vista ai tuoi occhi.
Parenti ed Amici (l'altra metà) (ST)
Buona pianelle ai piedi.
Yakusidé
Salute agli avi, gloriose gesta.
Pinkerton [ringrazia tutti e per liberarsene indica loro le ghiottonerie servite, poi si rivolge a Sharpless]
Dio, come son schiocchi!
[Parenti e amici si precipitano ai tavolini: i servi distribuscono saki, dolci, pasticcietti, vino e liquori. Butterfly fa sedere sua madre presso di sè e ne modera la ghiottoneria]
Parenti ed Amiche (alcune) (S) [esclamazione di soddisfatta ghiottoneria]
Ah! hu!
Parenti ed Amiche (alcune) (A)
Ah! hu!
[Sharpless invita il Commissario e l'Ufficiale ad avansarsi ancora]
Sharpless [facendo la presentazione]
Sir Francis Blummy Pinkerton,
Sua Grazia il Commissario Imperiale
Commissario [con voce nasale]
Takasago.
[strette di mano]
Sharpless
Dello Stato Civil l'Ufficiale
L'Ufficiale [con voce nasale]
Hanako.
[strette di mano]
Goro accompagna il Console, il Commissario e l'Ufficiale ov'è collocato il tavolino coll'occorrente per scrivere. Il Console rivede le carte e fa preparare la scritta. Intanto Pinkerton si avvicina a Butterfly
Pinkerton [dolcemente, offrendo a Butterfly dei confetti]
All'amor mio!
[vedendo che Butterfly rimane impacciata]
Vi spiacciono i confetti?
Butterfly [si alza]
Signor F. B. Pinkerton,...
[mostra le mani e le braccia, che sono impacciate dalle maniche rigonfie]
perdono...
Io vorrei... pochi oggetti
da donna...
Pinkerton
Dove sono?
Butterfly [indicando le maniche]
Sono qui... vi dispiace?
Pinkerton [un poco sorpreso, sorride, poi subito acconsente, con galanteria]
O perché mai,
mia bella Butterfly!?
Butterfly [a mano a mano cava dalle maniche gli oggetti e li depone sopra uno sgabello]
Fazzoletti. La pipa. Una cintura.
Un piccolo fermaglio.
Uno specchio. Un ventaglio.
Pinkerton [vede un vasetto]
Quel barattolo?
Butterfly
Un vaso di tintura.
Pinkerton
Ohibò!
Butterfly
Vi spiace?...
[getta via il vaso di tintura]
Via!
[trae un astuccio lungo e stretto]
Pinkerton
E quello?
Butterfly [molto seria]
Cosa sacra e mia.
Pinkerton [curioso]
E non si può vedere?
Butterfly
C'è troppa gente.
[supplichevole e grave, deponendo l'astuccio con gran rispetto]
Perdonate.
Goro [che si è avvicinato, dice all'orecchio di Pinkerton:]
È un presente
del Mikado a suo padre... coll'invito...
[fa il gesto di chi s'apre il ventre]
Pinkerton [piano a Goro]
E... suo padre?
Goro
Ha obbedito.
[s'allontana, mescolandosi agli invitati]
Butterfly [leva dalle maniche alcune statuette e le mostra a Pinkerton]
Gli Ottokè.
Pinkerton [ne prende una e la esamina con curiosità]
Quei pupazzi? Avete detto?..
Butterfly
Son l'anime degli avi.
[e sorridendo di nascosto depone la statuetta presso le altre]
Pinkerton
Ah!... il mio rispetto.
Butterfly [trae Pinkerton in disparte e con rispettosa confidenza gli dice:]
Ieri son salita
tutta sola in secreto alla Missione.
Colla nuova mia vita
posso adottare nuova religione.
Dirvi ben non saprei
se del bene o del mal chiaro discerno:
noi preghiam mille Dei,
voi pregate un sol Dio grande ed eterno.
Lo zio Bonzo nol sa,
nè i miei lo sanno,
[con paura]
nè i miei lo sanno. Io seguo il mio destino
e piena d'umiltà
al Dio del signor Pinkerton m'inchino.
È mio destino.
Per me spendeste cento
yen, ma vivrò con molta economia.
E per farvi contento
potrò quasi obliar la gente mia.
[va a prendere le statuette]
E questi via!
[troncando la nota e facendo atto di paura d'essere stata udita dai suoi parenti]
[nasconde gli Ottoké.]
Goro [intanto Goro si è avvicinato al Console, e ricevutone gli ordini, grida con voce tonante da banditore:]
Tutti zitti!
[cessano le chiacchiere: tutti tralasciano di mangiare e di bere e si avanzano in circolo ascoltando con grande raccoglimento: Pinkerton e Butterfly stanno nel mezzo]
Commissario [legge]
È concesso al nominato
Sir Francis Blummy Pinkerton,
Luogotenente nella cannoniera
Lincoln, marina degli Stati Uniti
America del Nord:
ed alla damigella Butterfly
del quartiere d'Omara-Nagasaki,
d'unirsi in matrimonio, per dritto
il primo, della propria volontà,
ed ella...
[Lo zio Yakusidé ed il bambino sono sorpresi, con grave scandolo dei parenti, a far man bassa sui pasticcini]
[Il Commissario si mostra irritato per essere stato interotto]
Parenti ed Amici (T) [scandolezzeti]
Hou! hou!
Parenti ed Amiche (SA)
Hou! hou!
Parenti ed Amici (TT)
hou! hou!
La Cugina [sgridando il bimbo]
Non ti conduco più,
non ti conduco più.
Commissario [adirato, con forza, per imporre silenzio]
...ed ella
[continua naturalmente la lettura]
per consenso dei parenti
[porge l'atto per la firma]
qui testimonî all'atto.
Goro [molto cerimonioso]
Lo sposo.
[Pinkerton firma]
Poi la sposa.
[Butterfly firma]
E tutto è fatto.
[I parenti si precipitano a firmare]
[Le amiche si avvicinano, complimentose, a Butterfly, alla quale fanno ripetuti inchini]
Le Amiche (S)
Madama Butterfly!
Butterfly [facendo cenno colla mano, alza un dito, e corregge:]
Madama F. B. Pinkerton.
[le amiche festeggiano Butterfly, che ne bacia qualcuna: intanto l'Ufficiale dello Stato Civile ritira l'atto e le altre carte, poi avverte il Commissario Imperiale che tutto è finito]
Commissario [saluta Pinkerton]
Augurî molti.
Pinkerton
I miei ringraziamenti.
[rende il saluto, stringendogli la mano]
Commissario [si avvicina al Console]
Il signor Console scende?
Sharpless
L'accompagno.
[saluta Pinkerton]
Ci vedrem domani.
[stringendo la mano a Pinkerton]
Pinkerton
A meraviglia.
Ufficiale [congedandosi da Pinkerton]
Posterità.
Pinkerton
Mi proverò.
[Il Console, il Commissario Imperiale e l'Ufficiale del registro si avviano per scendere alla città]
Sharpless [ritorna indietro e con accento significativo dice a Pinkerton:]
Giudizio!
[Pinkerton con un gesto lo rassicura e lo saluta colla mano]
[Sharpless scende pel sentiero, Pinkerton che è andato verso il fondo lo saluta di nuovo]
Pinkerton [ritorna innanzi e stropicciandosi le mani dice fra sè:]
(Ed eccoci in famiglia.
Sbrighiamoci al più presto e in modo onesto).
[gaiamente a Yakusidé]
Qua, signor Zio.
[mescendogli del Wiskey]
Ah, ah, il bicchiere della staffa.
Yakusidé
Magari due dozzine!
Pinkerton [dandogli la bottiglia]
E allora la caraffa.
Amici (alcuni) (T) [beffando Yakusidé]
Il beone!
Amici (altri) (T)
Il beone!
Amici e Parenti (alcune) (S) [beffando Yakusidé]
Il beone!
Amici e Parenti (altre) (A)
Il beone!
Amici e Parenti (alcuni) (T) [ridendo]
Ah, ah, ah!
Amici e Parenti (S) [ridendo]
Ah, ah, ah!
Amici e Parenti (altri) (T)
Ah, ah, ah!
Amici e Parenti (A) [ridendo]
Ah, ah, ah!
Yakusidé [sentenzioso, senza badare alle beffe]
Bevi il tuo Saki e a Dio piega il ginocchio.
Amici e Parenti (S) [beffandolo]
Bevi il tuo Saki,
bevi il tuo Saki e a Dio piega il ginocchio.
Amici e Parenti (T)
Bevi il tuo Saki,
bevi il tuo Saki e a Dio piega il ginocchio.
Pinkerton [vuol mescere alla madre di Butterfly]
La suocera...
Butterfly [impedisce di versare]
Non beve.
Pinkerton [volgendosi intorno ed offrendo]
Le cugine,
le amiche,... due confetti e un bicchier
di Porto.
Yakusidé [avanzandosi premuroso]
Con piacere!
Amici e Parenti (metà) (S) [scacciano Yakusidé]
Il beone!
Amici e Parenti (l'altra metà) (A)
Il beone!
Goro [a Pinkerton perchè non incoraggi troppo quel beone]
Piano, signore, signore, piano!
ch'egli berrebbe il gran padre oceàno!
Amici e Parenti (STT)
Piano, signore, signore, piano!
ch'egli berrebbe il gran padre oceàno!
Pinkerton [al bambino, dandogli molti confetti]
A te marmocchio;
spalanca le tue maniche e insacca,
insacca chicche e pasticci a macca.
[prende un bicchiere e lo alza]
Ip! Ip!
Coro (S) [brindando]
O Kami! o Kami!
Pinkerton
Beviamo ai novissimi legami,
Yakusidé, Coro (T)
O Kami! o Kami!
Pinkerton
beviamo ai novissimi legami.
La Cugina, La Madre
Beviamo, beviamo!
La Cugina, La Madre, Coro (SA)
O Kami! o Kami!
Beviamo ai novissimi legami.
Butterfly [disgustata dalla scena, dice timidamente a Pinkerton:]
È l'ora del tramonto...
Pinkerton [non ascoltando Butterfly]
Zio, voglio una canzone...
Yakusidé [ubbriaco]
Eccomi pronto.
[Butterfly, indispettita, vorrebbe impdire allo zio di cantare, ma non osa]
[Pinkerton siede su di una poltrona ed incoraggia Yakusidé a cantare]
Yakusidé
All'ombra d'un Kekì
sul Nunki-Nunko-Yama,
il dì del Gosekì
quante fanciulle belle,
sul Nunki-Nunko-Yama,
il dì del Gosekì!...
Gosekì! Gosekì!
[a Pinkerton] Vi piace?
Pinkerton [ridendo]
Commovente. Va, ripiglia.
Yakusidé [accentando di più]
All'ombra d'un Kekì
sul Nunki-Nunko-Yama,
il dì del Gosekì!
o che ci fate o belle, all ombra...
[si accorge che il bambino gli ha portato via la bottiglia ed interrompendosi urla:]
la bottiglia!...
[rincorre il ragazzo fra le risate di tutti]
Lo Zio Bonzo [dall'interno, lontano]
Cio-cio-san!
[a questo grido tutti i parenti e gli amici allibiscono e si raccolgono impauriti: Butterfly rimane isolata in un angolo]
Cio-cio-san!
Abbominazione!
Butterfly, Coro (ST) [allibiti]
Lo zio Bonzo!
/ Goro [infastidito dalla venuta del Bonzo]
| Un corno al guastafeste!
| Chi ci leva d'intorno
| le persone moleste?!...
| Bonzo
\ Cio-cio-san! Cio-cio-san!
Goro [fa cenno ai servi di asportare tavolini, sgabelli, cuscini e prudentemente se ne parte adiratissimo, borbottande]
Bonzo [sempre più vicino]
Cio-cio-san!
[al fondo appare la strana figura del Bonzo, che si fa innanzi furibondo: Pinkerton si alza per guardario e si lascia ricadere sulla poltrona. Vista Butterfly, che si è scostata da tutti, il Bonzo stende le mani minacciose verso di lei]
Cio-cio-san!
Bonzo
Che hai
tu fatto alla Missione?
Coro e la Cugina (ST)
Rispondi, Cio-cio-san!
Pinkerton [seccato per la scenata del Bonzo]
Che mi strilla quel matto?
Bonzo
Rispondi, che hai tu fatto?
Amici e Parenti (ST) [volgendosi, ansiosi, verso Butterfly]
Rispondi, Cio-cio-san!
Bonzo
Come, hai tu gli occhi asciutti?
Son dunque questi i frutti?
[urlando]
Ci ha rinnegato tutti!
Coro (SATT) [scandolezzati, con grido acuto, prolungato]
Hou! Cio-cio-san!
Bonzo
Rinnegato, vi dico,...
il culto antico.
Coro (ST) [gridando]
Hou! Cio-cio-san!
Bonzo [imprecando contro Butterfly, che si copre il volto colle mani: la madre si avanza per difenderla, ma il Bonzo duramente la respinge e si avvicina terribile a Butterfly gridandole sulla faccia:]
Kami sarundasico!
Coro (ST)
Hou! Cio-cio-san!
Bonzo
All'anima tua guasta
qual supplizio sovrasta!
Pinkerton [ha perduto la pazienza e si intromette fra il Bonzo e Butterfly]
Ehi, dico: basta, basta!
Bonzo [alla voce di Pinkerton, il Bonzo si arresta stupefatto, poi con subita risoluzione invita i parenti e le amiche a partire]
Venite tutti. Andiamo!
[a Butterfly]
Ci hai rinnegato e noi...
[tutti si ritirano frettolosamente al fondo e stendono le braccia verso Butterfly]
Yakusidé e Bonzo, Coro e Cugina (ST)
Ti rinneghiamo!
Pinkerton [con autorità, ordinando a tutti d'andarsene]
Sbarazzate all'istante. In casa mia
niente baccano e niente bonzeria.
Coro (ST) [grido]
Hou!
[alle parole di Pinkerton, tutti corrono precipitosamente verso il sentiero che scende alla città: la madre tenta di nuovo di andare presso Butterfly, ma viene travolta dagli altri]
Coro (ST) [nell'uscire]
Hou! Cio-cio-san!
[un po' lontani]
Hou! Cio-cio-san!
[Le voci poco a poco si allontanano - Butterfly sta sempre immobile e muta colla faccia nelle mani, mentre Pinkerton si è recato alla sommità del sentiero per assicurarsi che tutti quei seccatori se ne vanno]
Bonzo, Yakusidé, Coro (T)
Kami sarundasico!
Coro (S)
Hou! Cio-cio-san!
Bonzo, Yakusidé, Coro (T)
Ti rinneghiamo!
Coro (S) [cupo]
Hou! Cio-cio-san!
Bonzo, Yakusidé, Coro (ST) [cupo]
Ti rinneghiamo!
Coro (ST)
Hou! Cio-cio-san!
Coro (S) [lontano molto]
Hou! Cio-cio-san!
[Butterfly scoppia in pianto infantile - Pinkerton l'ode e va premuroso presso di lei sollevandola dall'abbattimento in cui è caduta e togliendole con delicatezza le mani dal viso piangente]
Pinkerton
Bimba, bimba, non piangere
per gracchiar di ranocchi...
Coro (S) [lontanissimo]
Hou! Cio-cio-san!
Butterfly [turandosi le orecchie, per non udire le grida]
Urlano ancor!
Pinkerton [rincorandola]
Tutta la tua tribù
e i Bonzi tutti del Giappon non valgono
il pianto di quegli occhi
cari e belli.
Butterfly [sorridendo infantilmente]
Davver?
[comincia a calare la sera]
Non piango più.
E quasi del ripudio non mi duole
per le vostre parole
che mi suonan così dolci nel cor.
[si china per baciare la mano a Pinkerton]
Pinkerton [dolcemente impedendo]
Che fai?... la man?
Butterfly
M'han detto
che laggiù fra la gente costumata
è questo il segno del maggior rispetto.
Suzuki [internamente]
E Izaghi ed Izanami
sarundasico, e Kami,
e Izaghi ed Izanami,
sarundasico, e Kami.
Pinkerton [sorpreso per tale sordo bisbiglio]
Chi brontola lì fuor?
Butterfly
È Suzuki che fa la sua preghiera
seral.
[scende sempre più la sera e Pinkerton conduce Butterfly verso la casetta]
Pinkerton
Viene la sera
Butterfly
e l'ombra e la quiete.
Pinkerton
E sei qui sola.
Butterfly
Sola e rinnegata!
Rinnegata... e felice!
Pinkerton [Pinkerton batte tre volte le mani: i servi e Suzuki accorrono subito, e Pinkerton ordina ai servi:]
A voi, chiudete.
[i servi fanno scorrere silenziosamente alcune pareti transmutando parte della terrazza in una camera]
Butterfly [con intensità a Pinkerton]
Sì, sì, noi tutti soli...
E fuori il mondo...
Pinkerton [ridendo]
E il Bonzo furibondo.
[va a sedersi e prende una sigaretta]
Butterfly [a Suzuki, che è venuta coi servi e sta aspettando gli ordini]
Suzuki, le mie vesti.
[Suzuki fruga in un cofano e dà a Butterfly gli abiti per la notte ed un cofanetto coll'occorrente per la toeletta]
Suzuki [inchinandosi] [a Butterfly]
Buona notte.
[Pinkerton batte le mani, Suzuki ed i servi corrono via]
Butterfly si reca in un angolo al fondo e fa cautelosamente la sua toeletta da notte, levandosi la veste nuziale ed indossandone una tutta bianca; poi siede su di un cuscino e mirandosi in uno specchietto si ravvia i capelli
Butterfly
Quest'obi pomposa
di scioglier mi tarda
/ si vesta la sposa
| di puro candor.
| Tra motti sommessi
| sorride e mi guarda.
| Celarmi potessi!
| ne ho tanto rossor!
| Pinkerton [guarda Butterfly dondolandosi sulla poltrona]
| Con moti di scojattolo
| i nodi allenta e scioglie!...
| Pensar che quel giocattolo
| è mia moglie. Mia moglie!
| [sorridendo] Ma tal
\ grazia dispiega,
/ ch'io
| mi struggo per la febbre
| d'un subito desìo.
| [alzandosi, poco a poco s'avvicina a Butterfly]
| Butterfly
| E ancor l'irata
\ voce mi maledice...
Butterfly rinnegata...
Rinnegata... e felice.
Pinkerton [solleva dolcemente Butterfly e si avvia con essa sul terrazzo esterno]
Bimba dagli occhi pieni di malìa
ora sei tutta mia.
Sei tutta vestita di giglio.
Mi piace la treccia tua bruna
fra candidi veli.
Butterfly [scendendo dal terrazzo: Pinkerton la segue]
Somiglio
la Dea della luna,
la piccola Dea della luna che scende
la notte dal ponte del ciel.
Pinkerton
E affascina i cuori...
Butterfly
E li prende,
e li avvolge in un bianco mantel.
E via se li reca
negli alti reami,
Pinkerton
Ma intanto finor non m'hai detto,
ancor non m'hai detto che m'ami.
Le sa quella Dea le parole
che appagan gli ardenti desir?
Butterfly
Le sa. Forse dirle non vuole
per tema d'averne a morir,
per tema d'averne a morir!
Pinkerton
Stolta paura, l'amor non uccide
ma dà vita, e sorride
per gioie celestiali
[avvicinandosi a Butterfly e prendendole la faccia]
come ora fa nei tuoi lunghi occhi ovali.
[Butterfly, con subito movimento si ritrae dalla carezza ardente di Pinkerton]
Butterfly [con reticenza]
Pensavo: se qualcuno mi volesse...
[s'interrompe]
Pinkerton
Perchè t'interrompi?
Butterfly [con semplicità, riprendendo]
...pensavo: se qualcuno mi volesse
forse lo sposerei per qualche tempo.
Fu allora che il nakodo
le vostre nozze ci propose.
Ma, vi dico in verità,
a tutta prima le propose invano.
Un uomo americano!
Un barbaro! una vespa!
Scusate, non sapevo...
Pinkerton [incoraggiandola a continuare]
Amor mio dolce! E poi?..
Racconta...
Butterfly
Adesso voi
siete per me l'occhio del firmamento.
E mi piaceste dal primo momento
che vi ho veduto.
[Butterfly ha un moto di spavento e fa atto di turarsi gli orecchi, come se ancora avesse ad udire le urla dei parenti: poi si rassicura e con fiducia si rivolge a Pinkerton]
Siete
alto, forte. Ridete
con modi si palesi!
E dite cose che mai non intesi.
Or son contenta,
or son contenta.
[- Notte completa: cielo purissimo e stellato -]
Butterfly [avvicinandosi lentamente a Pinkerton] [teneramente, quasi supplichevole]
Vogliatemi bene,
un bene piccolino,
un bene da bambino
quale a me si conviene,
vogliatemi bene.
Noi siamo gente avvezza
alle piccole cose
umili e silenziose,
ad una tenerezza
sfiorante e pur profonda
come il ciel, come l'onda
del mare.
Pinkerton
Dammi ch'io baci le tue mani care.
[prorompe con grande tenerezza]
Mia Butterfly! come t'han ben nomata
tenue farfalla...
[a queste parole Butterfly si rattrista e ritira le mani]
Butterfly
Dicon ch'oltre mare
se cade in man dell'uom,
[con paurosa espressione]
ogni farfarla
da uno spillo è trafitta
[con strazio] ed in tavola infitta!..
Pinkerton [riprendendo dolcemente le mani a Butterfly e sorridendo]
Un po' di vero c'è.
E tu lo sai perchè?
Perchè non fugga più.
[con entusiasmo e affettuosamente abbracciandola]
Io t'ho ghermita...
Ti serro palpitante.
Sei mia.
Butterfly [abbandonandosi]
Sì, per la vita.
Pinkerton
Vieni, vieni...
[Butterfly si ritrae, quasi vergognosa d'essersi abbandonata]
Via dall'anima in pena
l'angoscia paurosa.
[indica il cielo stellato]
È notte serena!
Guarda: dorme ogni cosa!
Butterfly [guardando il cielo, estatica]
Ah! Dolce notte!..
Pinkerton
Vieni, vieni...
Butterfly
Quante stelle!
/ Non le vidi mai sì belle!
| Pinkerton
\ È notte serena!
Ah! vieni, vieni.
È notte serena!..
Guarda dorme ogni cosa!
Butterfly
Dolce notte! Quante stelle!
Pinkerton
Vieni, vieni!
Butterfly
Non le vidi mai sì belle!
Pinkerton
Vieni, vieni!
Butterfly
Trema, brilla ogni favilla
Pinkerton
Vien, sei mia!...
Butterfly
col baglior d'una pupilla. Oh!
/ Oh! quanti occhi fisi, attenti
| d'ogni parte a riguardar!
| pei firmamenti,
| via pei lidi, via pel mare...
| Pinkerton [con cupido amore]
| Via l'angoscia dal tuo cor!
| Io ti serro palpitante.
| Sei mia.
| Vien, vien sei mia
| ah! vieni, guarda:
\ dorme ogni cosa!..
Ti serro palpitante.
Ah, vien!
Butterfly
quanti, quanti fiammei sguardi,
quanti sguardi
pieni d'ineffabile languor!
Pinkerton
Ah! vieni, vieni!
/ Butterfly
| Ah! Dolce notte!
| Tutto estatico d'amor
| ride il ciel!
| Pinkerton
| Ah! vien, ah! vien, sei mia!
\ ah! vien!
[salgono dal giardino nella casetta]
Cala il sipario.
Fine dell'Atto Iº
LUIGI ILLICA & GIUSEPPE GIACOSA / GIACOMO PUCCINI
Madama Butterfly
 
· Atto I
· Atto II
 
Atto Secondo
Interno della casetta di Butterfly.
Si alza il sipario: Le tende e le pareti sono chiuse lasciando la camera in una semioscurità. Suzuki prega, raggomitolata davanti all'immagine di Budda: suona di quando in quando la campanella delle preghiere. Butterfly sta ritta ed immobile presso un paravento.
Suzuki [pregando]
E Izaghi ed Izanami,
Sarundasico e Kami...
[interrompendosi]
Oh! la mia testa!
[suona la campanella per richiamare l'attenzione dei Numi]
E tu
Ten-Sjoo-daj
[con voce di pianto, guardando Butterfly]
fate che Butterfly
non pianga più, mai più, mai più!
Butterfly [senza muoversi]
Pigri ed obesi
son gli Dei Giapponesi.
L'americano Iddio son persuasa
ben più presto risponde a chi l'implori.
Ma temo ch'egli ignori
che noi stiam qui di casa.
[rimane pensierosa]
[Suzuki si alza, apre le tende e la parete del fondo verso il giardino]
Butterfly [si rivolge a Suzuki]
Suzuki, è lungi la miseria?
[Suzuki va ad un piccolo mobile ed apre un cassetto cercando delle monete]
Suzuki [va presso Butterfly e le mostra poche monete]
Questo
è l'ultimo fondo.
Butterfly
Questo? Oh! Troppe spese!
[Suzuki ripone il danaro nel piccolo mobile e lo chiude]
Suzuki [sospirando]
S'egli non torna e presto,
siamo male in arnese.
Butterfly [decisa]
Ma torna.
Suzuki [crollando la testa]
Tornerà!
Butterfly [indispettita, avvicinandosi a Suzuki]
Perché dispone
che il Console provveda alla pigione,
rispondi, su!
[Suzuki tace]
[sempre insistendo]
Perché con tante cure
la casa rifornì di serrature,
s'ei non volessi ritornar mai più?
Suzuki
Non lo so.
Butterfly [un poco irritata e meravigliata a tanta ignoranza]
Non lo sai?
[ritornando calma e con fiducioso orgoglio]
Io te lo dico. Per tener ben fuori
le zanzare, i parenti ed i dolori
e dentro, con gelosa
custodia, la sua sposa,
la sua sposa che son io: Butterfly.
Suzuki [poco convinta]
Mai non s'è udito
di straniero marito
che sia tornato al suo nido.
Butterfly [furibonda, afferrando Suzuki]
Ah! Taci, o t'uccido.
[insistendo nel persuadere Suzuki]
Quell'ultima mattina:
tornerete signor? gli domandai.
Egli, col cuore grosso,
per celarmi la pena
sorridendo rispose:
O Butterfly
piccina mogliettina,
tornerò colle rose
alla stagion serena
quando fa la nidiata il pettirosso.
[calma e convinta]
Tornerà.
Suzuki [con incredulità]
Speriam.
Butterfly [insistendo]
Dillo con me:
Tornerà.
Suzuki [per compiacerla ripete, ma con dolore]
Tornerà...
[scoppia in pianto]
Butterfly [sorpresa]
Piangi? Perché? perché?
Ah la fede ti manca!
[fiduciosa e sorridente]
Senti.
[fa la scena come se realmente vi assistesse]
Un bel dì, vedremo
levarsi un fil di fumo sull'estremo
confin del mare.
E poi la nave appare.
Poi la nave bianca
entra nel porto, romba il suo saluto.
Vedi? È venuto!
Io non gli scendo incontro. Io no. Mi metto
là sul ciglio del colle e aspetto, e aspetto
gran tempo e non mi pesa,
la lunga attesa.
E... uscito dalla folla cittadina
un uomo, un picciol punto
s'avvia per la collina.
Chi sarà? chi sarà?
E come sarà giunto
che dirà? che dirà?
Chiamerà Butterfly dalla lontana.
Io senza dar risposta
me ne starò nascosta
un po' per celia e un po' per non morire
al primo incontro, ed egli alquanto in pena
chiamerà, chiamerà:
Piccina mogliettina
olezzo di verbena,
i nomi che mi dava al suo venire.
[a Suzuki]
Tutto questo avverrà, te lo prometto.
Tienti la tua paura, io con sicura
fede l'aspetto.
[Butterfly e Suzuki si abbracciano commosse]
[Butterfly congeda Suzuki che esce dalla porta di sinistra. Butterfly la segue mestamente collo sguardo]
[Nel giardino compaiono Goro e Sharpless - Goro guarda entro la camera, da una finestra scorge Butterfly e dice a Sharpless che lo segue:]
Goro
C'è. Entrate.
[Goro e Sharpless attraversano il giardino]
Sharpless [affacciandosi, bussa discretamente contro la porta di destra]
Chiedo scusa...
[Sharpless scorge Butterfly la quale udendo entrare qualcuno si è mossa]
Madama Butterfly...
Butterfly [senza volgersi, ma correggendo]
Madama Pinkerton.
Prego.
[si volge e riconoscendo il Console batte le mani per allegrezza]
Oh!
[Suzuki entra premurosa e prepara un tavolino coll'occorrente per fumare, dei cuscini e uno sgabello]
[allegramente]
il mio signor Console, signor Console!
Sharpless [sorpreso]
Mi ravvisate?
Butterfly [facendo gli onori di casa]
Ben venuto in casa
americana.
Sharpless
Grazie.
Butterfly
[invita il Console a sedere presso il tavolino: Sharpless si lascia cadere grottescamente su di un cuscino: Butterfly si siede dall'altra parte e sorride maliziosamente dietro il ventaglio vedendo l'imbarazzo del Console; poi con molta grazia gli chiede:]
Avi, antenati
tutti bene?
Sharpless [ringrazia sorridendo]
Ma spero.
Butterfly [fa cenno a Suzuki di preparare la pipa dell'oppio]
Fumate?
Sharpless
Grazie.
[desideroso di spiegare lo scopo per cui è venuto, cava una lettera di tasca]
Ho qui...
Butterfly [interrompendolo, senza accorgersi della lettera]
Signore, io vedo
il cielo azzurro.
[dopo aver tirato una boccata dalla pipa che Suzuki ha preparata, l'offre al Console.]
Sharpless [rifiutando]
Grazie...
[tentando ancora di riprendere il discorso]
Ho...
Butterfly [depone la pipa sul tavolino e assai premurosa dice:]
Preferite
forse le sigarette?
[ne offre]
Americane.
Sharpless [un po' seccato ne prende una]
Ma grazie.
[e tenta continuare il discorso]
Ho da mostrarvi...
[si alza]
Butterfly [porge a Sharpless un fiammifero acceso]
A voi.
Sharpless [accende la sigaretta - ma poi la depone subito e presentando la lettera si siede sullo sgabello]
Mi scrisse
Sir Francis Blummy Pinkerton...
Butterfly [con grande premura]
Davvero!
È in salute?
Sharpless
Perfetta.
Butterfly [alzandosi con grande letizia]
Io son la donna
più lieta del Giappone.
[Suzuki è in faccende per preparare il thè]
Potrei farvi
una domanda?
Sharpless
Certo.
Butterfly [torna a sedere]
Quando fanno
il lor nido in America
i pettirossi?
Sharpless [stupito]
Come dite?
Butterfly
Sì,...
prima o dopo di qui?
Sharpless
Ma... perchè?...
[Goro che si aggira nel giardino, sale nel terrazzo e ascolta, non visto, quanto dice Butterfly]
Butterfly
Mio marito m'ha promesso
di ritornar nella stagion beata
che il pettirosso rifà la nidiata.
Qui l'ha rifatta per ben tre volte, ma
può darsi che di là
usi nidiar men spesso.
[Goro s'affaccia e fa una risata]
[volgendosi]
Chi ride?
[vedendo Goro]
Oh, c'è il nakodo.
[piano a Sharpless]
Un uom cattivo.
Goro [avanzandosi e inchinandosi ossequioso]
Godo...
Butterfly [a Goro, che s'inchina di nuovo e va ad aiutare Suzuki]
Zitto.
[a Sharpless]
Egli osò...
[cambiando idea]
No, prima rispondete
alla dimanda mia.
Sharpless [imbarazzato]
Mi rincresce, ma ignoro...
Non ho studiato ornitologia,
Butterfly
orni...
Sharpless
...tologia.
Butterfly
Non lo sapete
insomma.
Sharpless
No.
[ritenta di tornare in argomento]
Dicevamo...
Butterfly [lo interrompe, seguendo la sua idea]
Ah, sì. Goro,
appena F. B. Pinkerton fu in mare
mi venne ad assediare
con ciarle e con presenti
per ridarmi ora questo, or quel marito.
Or promette tesori
per uno scimunito...
Goro [intervenendo per giustificarsi e rivolgendosi a Sharpless]
Il ricco Yamadori.
Ella è povera in canna. I suoi parenti
l'han tutti rinnegata.
[al di là della terrazza si vede il Principe Yamadori seguito da due servi che portano fiori]
Butterfly [vede Yamadori e lo indica a Sharpless sorridendo]
Eccolo. Attenti.
Entra pomposamente dalla porta di destra Yamadori, preceduto dai due servi: Goro corre assai premuroso, e si inchina.
Yamadori, che è vestito all'Europea, da una poderosa stretta di mano a Sharpless, poi fa un graziosissimo inchino a Butterfly. I due servi giapponesi depongono i fiori, con grandi inchini terra a terra e si ritirano nel fondo. Goro, servilissimo, porta uno sgabello a Yamadori, fra Sharpless e Butterfly, ed è dappertutto durante la conversazione. Butterfly, Sharpless e Yamadori siedono
Butterfly [a Yamadori]
Yamadori ancor le pene
dell'amor, non v'han deluso?
Vi tagliate ancor le vene
se il mio bacio vi ricuso?
Yamadori [a Sharpless]
Tra le cose più moleste
è l'inutil sospirar.
Butterfly [con graziosa malizia]
Tante mogli omai toglieste,
vi doveste abituar.
Yamadori
L'ho sposate tutte quante
e il divorzio mi francò.
Butterfly
Obbligata.
Yamadori
A voi però
/ giurerei fede costante.
| Sharpless [sospirando, rimette in tasca la lettera]
\ (Il messaggio, ho gran paura,
a trasmetter non riesco).
Goro [con enfasi indicando Yamadori a Sharpless]
Ville, servi, oro, ad Omara
un palazzo principesco.
Butterfly [con serietà]
Già legata è la mia fede...
Goro e Yamadori [a Sharpless]
Maritata ancor si crede.
Butterfly [alzandosi di scatto]
Non mi credo: sono, sono.
Goro
Ma la legge...
Butterfly
Io non la so.
Goro
...per la moglie, l'abbandono
al divorzio equiparò.
Butterfly
La legge giapponese...
non già del mio paese.
Goro
Quale?
Butterfly
Gli Stati Uniti.
Sharpless [fra sè]
(Oh, l'infelice!)
Butterfly [nervosissima, accalorandosi]
Si sa che aprir la porta
e la moglie cacciar per la più corta
qui divorziar si dice.
Ma in America questo non si può.
[a Sharpless]
Vero?
Sharpless [imbarazzato]
Vero... Però...
Butterfly [lo interrompe rivolgendosi a Yamadori ed a Goro, trionfante]
Là un bravo giudice
serio, impettito
dice al marito:
``Lei vuol andarsene?
Sentiam perché?
Sono seccato
del coniugato!''
E il magistrato:
[comicamente]
``Ah, mascalzone,
presto in prigione!''
[per troncare il discorso ordina a Suzuki:]
Suzuki, il thè.
[Butterfly va presso Suzuki che ha già preparato il thè e lo versa nelle tazze]
Yamadori [sottovoce a Sharpless]
Udiste?
Sharpless [sottovoce]
Mi rattrista una sì piena
cecità.
Goro [sottovoce a Sharpless e Yamadori]
Segnalata è già la nave
di Pinkerton.
Yamadori [disperato]
Quand'essa lo riveda...
Sharpless [sottovoce ai due]
Egli non vuol mostrarsi. Io venni appunto
per levarla d'inganno...
[vedendo che Butterfly, seguita da Suzuki, si avvicina per offrirle il thè, tronca il discorso]
Butterfly [offrendo il thè a Sharpless]
Vostra Grazia permette...
[apre il ventaglio e dietro a questo accenna ai due, ridendo]
Che persone moleste!..
[poi offre il thè a Yamadori che rifiuta e s'alza per andarsene]
Yamadori [sospirando]
Addio. Vi lascio il cuor pien di cordoglio:
ma spero ancor...
Butterfly
Padrone.
Yamadori [s'avvia per uscire, poi torna indietro presso Butterfly]
Ah! se voleste...
Butterfly
Il guaio è che non voglio...
Yamadori, dopo aver salutato Sharpless, sospirando, se ne va, volgendosi poi colle mani sul cuore, mostrandosi grottesco spasimante. Lo seguono i due servi. Butterfly ride ancora dietro il ventaglio.
Butterfly fa segno a Suzuki di spreparare il thè: Suzuki obbedisce, poi va ad accosciarsi in fondo alla camera.
Goro segue premurosamente Yamadori.
Sharpless assume un fare grave, serio, però con gran rispetto ed una certa commozione invita Butterfly a sedere, e torna a tirar fuori di tasca la lettera.
Sharpless
Ora a noi. Sedete qui,
[mostrando la lettera]
legger con me volete
questa lettera?
Butterfly [prendendo la lettera]
Date.
[baciandola] Sulla bocca,
[mettendola sul cuore] sul cuore...
[a Sharpless, gentilmente]
Siete l'uomo migliore
del mondo.
[rende la lettera e si mette ad ascoltare cola massima attenzione]
Incominciate.
Sharpless [leggendo]
``Amico, cercherai
quel bel fior di fanciulla...''
Butterfly [non può trattenersi e con gioia esclama:]
Dice proprio così?
Sharpless [serio]
Sì, così dice,
ma se ad ogni momento...
Butterfly [rimettendosi tranquilla, torna ad ascoltare]
Taccio, taccio, più nulla.
Sharpless
``Da quel tempo felice,
tre anni son passati.''
Butterfly [interrompe la lettura]
Anche lui li ha contati!...
Sharpless [riprende]
``E forse Butterfly
non mi rammenta più.''
Butterfly [sorpresa molto, volgendosi a Suzuki]
Non lo rammento?
Suzuki, dillo tu.
[ripete come scandolezzata le parole della lettera]
``Non mi rammenta più!''
[Suzuki esce per la porta di sinistra]
Sharpless [fra sè]
(Pazienza!)
[seguita a leggere]
``Se mi vuol
bene ancor, se m'aspetta''
Butterfly [prendendo la lettera dalle mani di Sharpless, esclama con viva tenerezza]
Oh le dolci parole!
[baciando la lettera]
Tu, benedetta!
Sharpless [riprende la lettera e seguita a leggerla imperterrito ma con voce tremante per l'emozione]
``A voi mi raccomando
perchè vogliate con circospezione
prepararla...
Butterfly [con affanno, ma lieta]
Ritorna...
Sharpless
al colpo...''
Butterfly [si alza saltando di gioia e battendo le mani]
Quando?
Presto! presto!
Sharpless [sbuffando]
(Benone).
[ripone la lettera]
[fra sè] (Qui troncarla conviene...
[indispettito] Quel diavolo d'un Pinkerton!).
[si alza, poi guarda Butterfly negli occhi serîssimo]
Ebbene,
che fareste Madama Butterfly
s'ei non dovesse ritornar più mai?
[Butterfly immobile, come colpita a morte, china la testa e risponde con sommessione infantile, quasi balbettando:]
Butterfly
Due cose potrei far:
tornar... a divertir
la gente col cantar...
oppur,... meglio, morire,
[Sharpless è vivamente commosso e passeggia agitatissimo; poi torna verso Butterfly, le prende le due mani e con paterna tenerezza le dice:]
Sharpless
Di strapparvi assai mi costa
dai miraggi ingannatori.
Accogliete la proposta
di quel ricco Yamadori.
Butterfly [con voce rotta dal pianto e ritirando le mani]
Voi, voi, signor, mi dite questo!... Voi?
Sharpless [imbarazzato]
Santo Dio, come si fa?
Butterfly [batte le mani e Suzuki accorre]
Qui, Suzuki, presto presto,
che Sua Grazia se ne va.
Sharpless [fa per avviarsi ad uscire]
Mi scacciate?
[Butterfly, pentita, corre a Sharpless e singhiozzando lo trattiene]
Butterfly
Ve ne prego,
già l'insistere non vale.
[congeda Suzuki, la quale va nel giardino]
Sharpless [scusandosi]
Fui brutale, non lo nego.
Butterfly [dolorosamente, portandosi la mano al cuore]
Oh, mi fate tanto male,
tanto male, tanto, tanto!
[Butterfly vacilla, Sharpless fa per sorreggerla ma Butterfly si domina subito]
Butterfly
Niente, niente!...
Ho creduto morir... Ma passa presto
come passan le nuvole sul mare...
[prendendo una risoluzione]
Ah! m'ha scordata?
[Butterfly corre nella stanza di sinistra]
[Butterfly rientra trionfalmente tenendo il suo bambino seduto sulla spalla sinistra e lo mostra a Sharpless gloriandosene]
Butterfly
E questo?... e questo?... e questo
egli potrà pure scordare?..
[depone il bambino a terra e lo tiene stretto a sè]
Sharpless [con emozione]
Egli è suo?
Butterfly [indicando mano, mano]
Chi vide mai
a bimbo del Giappon occhi azzurrini?
E il labbro? E i ricciolini
d'oro schietto?
Sharpless [sempre più commosso]
È palese.
E Pinkerton lo sa?
Butterfly
No. No.
[con passione]
È nato quand'egli stava
in quel suo gran paese.
Ma voi...
[accarezzando il bimbo]
gli scriverete che l'aspetta
un figlio senza pari!
e mi saprete dir s'ei non s'affretta
per le terre e pei mari!
[mettendo il bimbo a sedere sul cuscino]
[bacia teneramente il bambino]
Sai cos'ebbe cuore
di pensare quel signore?
[indicando Sharpless]
Che tua madre dovrà
prenderti in braccio ed alla pioggia e al vento
andar per la città
a guadagnarti il pane e il vestimento.
Ed alle impietosite
genti, ballando de' suoi canti al suon,
gridare: Udite, udite
la bellissima canzon
delle ottocentomila
divinità vestite di splendor.
E passerà una fila
di guerrieri coll' Imperator,
[mostrando il bimbo e carezzandolo]
cui dirò: Sommo Duce
ferma i tuoi servi e sosta a riguardar
quest'occhi, ove la luce
dal cielo azzurro onde scendesti appar.
[si accoscia presso il bambino e continua con voce carezzante e lacrimosa]
E allor fermato il piè
l'Imperatore d'ogni grazia degno,
forse, forse farà di te
il principe più bello del suo regno.
[mette la sua guancia presso la guancia del bimbo]
Sharpless [non può trattenere le lagrime]
(Quanta pietà!)
[vincendo la propria emozione]
Vien sera. Io scendo al piano.
Mi perdonate?..
[Butterfly si alza in piedi e con atto gentile dà la mano a Sharpless che la stringe con ambo le mani con effusione]
Butterfly [volgendosi al bimbo]
A te, dagli la mano:
Sharpless [prendendo in braccio il bimbo]
I bei capelli biondi!
[lo bacia *]
Caro: come ti chiamano?
Butterfly [al bimbo, con grazia infantile]
Rispondi:
Oggi il mio nome è Dolore. Però
dite al babbo, scrivendogli, che il giorno
del suo ritorno,
Gioia, Gioia mi chiamerò.
Sharpless
Tuo padre lo saprà, te lo prometto.
[mette il bimbo a terra, fa un saluto a Butterfly, ed esce rapidamente dalla porta di destra]
Suzuki [di fuori, gridando]
Vespa! Rospo maledetto!
[Suzuki entra trascinando con violenza Goro che tenta inutilmente di sfuggirle]
[grido acuto di Goro *]
Butterfly [a Suzuki]
Che fu?
Suzuki
Ci ronza intorno
il vampiro! e ogni giorno
ai quattro venti
spargendo va
che niuno sa
chi padre al bimbo sia!
[lascia Goro]
Goro [protestando] [con voce di paura]
Dicevo... solo...
che là in America
[avvicinandosi al bambino e indicandolo]
quando un figliolo
è nato maledetto
[Butterfly istintivamente si abbraccia stretta al bambino]
trarrà sempre reietto
la vita fra le genti!
Butterfly [grido selvaggio]
[corre presso al reliquario e prende il coltello che sta appeso]
Butterfly [con voce selvaggia]
Ah! tu menti! menti! menti!
Ah! menti!
[afferra Goro, che cade a terra, e minaccia d'ucciderlo - Goro emette grida fortissime, disperate, prolungate]
Dillo ancora o t'uccido!..
Suzuki [intromettendosi]
No!
Butterfly [presa da disgusto lo respinge col piede]
Va via!
[Goro fugge]
[Butterfly e Suzuki rimangono immobile come impietrita]
[Poi Butterfly si scuote poco a poco e va a riporre il coltello]
[Butterfly va presso il bambino e lo abbraccia e lo bacia con grande tenerezza]
Butterfly [stringendosi il bambino al seno]
Vedrai, piccolo amor,
mia pena e mio conforto,
mio piccolo amor.
Ah! vedrai
che il tuo vendicator
ci porterà lontano, lontan, nella sua terra,
lontan ci porterà.
[Colpo di cannone *]
Suzuki
Il cannone del porto!
Una nave da guerra...
[Butterfly e Suzuki corrono verso il terrazzo]
Butterfly
Bianca... bianca... il vessillo americano
delle stelle... Or governa
per ancorare.
[prende sul tavolino un cannocchiale e corre sul terrazzo ad osservare]
[tutta tremante per l'emozione, appunta il cannocchiale verso il porto e dice a Suzuki:]
Reggimi la mano
ch'io ne discerna
il nome, il nome, il nome. Eccolo: ABRAMO LINCOLN!
[dà il cannocchiale a Suzuki e scenda dal terrazzo]
Tutti han mentito!
tutti!.. tutti!.. sol io
lo sapevo sol io che l'amo.
[a Suzuki]
Vedi lo scimunito
tuo dubbio? È giunto! è giunto! è giunto!
proprio nel punto
che ognun diceva: piangi e dispera.
[prende, fra alcuni giocattoli che stanno sul tavolino, una piccola banderuola americana che dà al bimbo] Or bimbo mio
fa in alto sventolar la tua bandiera:
Gioia, ti chiami.
[prende il bambino in braccio e lo porta sul terrazzo]
[mettendo il bimbo sotto i rami di un ciliegio in fiore dice a Suzuki che l'ha seguita pel terrazzo:]
Scuoti quella fronda
di ciliegio
[con tenerezza]
e l'innonda di fior.
[Suzuki scuote il ciliegio da' cui rami cadono fiori sopra Butterfly ed il bambino]
[al bimbo] Batti le mani; care le tue mani.
[per la piena della commozione, singhiozza]
Suzuki [calmandola]
Signora,
quetatevi... quel pianto...
Butterfly [pose a terra il bambino]
No: rido, rido!.. Quanto
lo dovremo aspettar?
Che pensi? Un'ora?
[ritorna con Suzuki nella stanza, mentre il bambino rimane sul terrazzo a giuocare colla banderuola]
Suzuki
Di più.
Butterfly [rimane pensierosa]
Certo di più.
Due ore forse.
[aggirandosi per la stanza]
Tutto tutto sia pien
di fior, come la notte è di faville.
[resta immobile come in estasi al ricordo amoroso, chiudendo gli occhi]
[a Suzuki, ridestandosi]
Sfronda tutto il giardin come fa il vento.
[Suzuki s'avvia per andare in giardino]
[a Suzuki, che si arresta]
E accenderem mille lanterne almeno
e forse più di mille...
[vedendo che Suzuki tace, riflette e dice:]
No?... Siam povere?...
Cento...
Dieci... Il conto qual sia
[con intensità]
la maggior fiamma è nell'anima mia...
[Butterfly accenna a Suzuki di andare nel giardino]
[Suzuki si avvia - giunta sul terrazzo si rivolge a Butterfly]
Suzuki [dal terrazzo]
Tutti i fior?...
Butterfly [a Suzuki, gaiamente]
Tutti i fior, tutti...
tutti. Pesco, vïola, gelsomin,
quanto di cespo, o d'erba, o d'albero fiorì.
Suzuki [sempre sul terrazzo]
Uno squallor d'inverno sarà tutto il giardin.
[scende nel giardino]
Butterfly
Tutta la primavera voglio che olezzi qui.
Suzuki [dal giardino]
Uno squallor d'inverno sarà tutto il giardin.
[appare sul terrazzo con un fascio di fiori che sporge a Butterfly]
A voi signora.
Butterfly [prendendo i fiori dalle mani di Suzuki]
Cogline ancora.
[Butterfly sparge i fiori nella stanza, mentre Suzuki scende ancora nel giardino]
Suzuki [dal giardino]
Soventi a questa siepe veniste a riguardare
lungi, piangendo nella deserta immensità.
Butterfly
Giunse l'atteso, nulla più chiedo al mare;
diedi pianto alla zolla, essa i suoi fior mi dà.
Suzuki [appare nuovamente sul terrazzo colle mani piene di fiori]
Spoglio è l'orto.
Butterfly
Spoglio è l'orto?
Vien, m'aiuta.
Suzuki
Rose al varco
della soglia.
[Butterfly e Suzuki sporgono fiori ovunque]
Butterfly
Tutta la primavera
Suzuki
Tutta la primavera
Butterfly
voglio che olezzi qui.
Suzuki
voglio che olezzi qui.
Butterfly
Seminiamo intorno april,
Suzuki
Seminiamo intorno april.
Butterfly
seminiamo april.
/ Butterfly [gettando fiori]
| Tutta la primavera
| voglio che olezzi qui...
| Suzuki
\ Tutta la primavera, tutta, tutta.
Gigli?.. viole?..
Butterfly
intorno, intorno spandi.
Suzuki
Seminiamo intorno april.
Butterfly
Seminiamo intorno april.
/ Il suo sedil s'inghirlandi,
| di convolvi s'inghirlandi;
| gigli e viole intorno spandi,
| seminiamo intorno april.
| Suzuki
| Gigli, rose spandi,
| tutta la primavera,
| spandi gigli, viole,
\ seminiamo intorno april!
Butterfly, Suzuki [gettando fiori mentre colla persona seguono il ritmo con un blando ondeggiare di danza]
Gettiamo a mani piene
mammole e tuberose,
corolle di verbene,
petali d'ogni fior!
corolle di verbene,
petali d'ogni fior!
[Butterfly va a prendere il bambino che in questo frattempo e rimasto sul terrazzo a giocare colla banderuola, lo accarezza e poi lo porto vicino alla toeletta e lo fs sedere su di un cuscino, dandogli alcuni giocattoli]
[Comincia il tramonto]
Butterfly [presso alla toeletta, chiama Suzuki e mentre questa prepara tutto il necessario, si guarda in uno specchio a mano]
Or vienmi ad adornar.
[tristamente]
Non son più quella!...
Troppi sospiri la bocca mandò,
e l'occhio riguardò
nel lontan troppo fiso.
[gettandosi a terra e poggiando la testa siu piedi di Suzuki] [con intensità]
Suzuki, fammi bella, fammi bella,
[alza la testa e guarda in faccia a Suzuki]
fammi bella!
[piangendo forte]
Suzuki [accarezzando la testa di Butterfly, per calmarla]
Gioia, riposo accrescono beltà.
Butterfly [pensierosa]
Chissà! chissà!
[alzandosi, ritorna alla toeletta]
chissà! chissà!
[a Suzuki]
Dammi sul viso
un tocco di carmino...
[prende un pennello e mette del rosso sulle guancie del suo bimbo]
ed anche a te piccino
perché la veglia non ti faccia vôte
per pallore le gote.
Suzuki [invitandola a stare tranquilla]
Non vi movete che v'ho a ravviare i capelli.
Butterfly [seguendo una sua idea]
Che ne diranno
ora i parenti!
Che ne dirà lo zio
Bonzo?
Suzuki [a Butterfly, che non sta ferma]
Ferma...
Butterfly
Qual cicalìo
faranno in coro...
Suzuki
Non vi movete...
Butterfly
Qual cicalì>o
faranno in coro
le comari con Goro.
Suzuki [a Butterfly]
Ferma.
[continua la toeletta di Butterfly. Butterfly dà un po' di cipria al bimbo e poi scherzosamente anche a Suzuki, che si ritrae sorridendo]
Butterfly [ritornanndo alla sua idea di prima, e sorridendo di compiacenza]
Che ne diranno!..
E lo zio Bonzo?..
[con una punta di stizza]
già del mio danno
tutti contenti!..
[sorridente]
E Yamadori
coi suoi languori!
Beffati,
scornati,
beffati,
spennati
gli ingrati!
Suzuki [ha terminato la toeletta]
È fatto.
Butterfly [a Suzuki]
L'obi che vestii da sposa.
[Suzuki va ad un cassettone e vi cerca l'obi e la veste bianca]
[al bimbo, prendendolo in grembo e cullandolo]
Cara faccia pensosa!
``È Roje un bimbo biondo,
[canticchiando]
la, la, la, la, la, la, la;
[voce naturale]
simile a sole dopo la tempesta;
l'azzurro occhio profondo...''
Suzuki [torna con due vesti: ne dà una coll'obi a Butterfly che depone il bambino]
Ecco l'obi nuzial...
Butterfly
Qua ch'io lo vesta.
[mentre Butterfly indossa la veste, Suzuki mette l'altra al bambino, avvolgendolo quasi tutto nelle pieghe ampie e leggiere]
Vo' che mi veda indosso
il vel del primo dì.
[a Suzuki, che ha finito d'abbigliare il bambino]
E un papavero rosso
nei capelli...
[Suzuki punta il fiore nei capelli di Butterfly, che se ne compiace]
Così.
[con grazia infantile fa cenno a Suzuki di abbassare lo shosi]
Nello shosi or farem tre forellini
per riguardar,
e starem zitti come topolini
ad aspettar.
[Suzuki chiude lo shosi nel fondo e abbassa tutte le tende della camera]
[Butterfly conduce il bambino presso lo shosi]
Butterfly fa tre fori nello shosi: uno alto per sè, uno più basso per Suzuki ed il terzo ancor più basso pel bimbo, che fa sedere su di un cuscino, accennandogli di guardare attento fuori del foro preparatogli. Suzuki si accoscia e spia essa pure all'esterno: Butterfly si pone innanzi al foro più alto e spiando da esso rimane immobile, rigida come una statua; il bimbo, che sta fra la madre e Suzuki, guarda fuori curiosamente.
[assai lentamente comincia la notte]
Coro (ST) [interno, lontano; a bocca chiusa]
[si fa sempre più marcata l'oscurità]
[Il bimbo si addormenta, rovesciandosi all'indietro, disteso sul cuscino]
[si è fatta notte]
Suzuki che si era addormentata si desta: trasognata e sorpresa di trovarsi al buio si stropiccia gli occhi e si alza in piedi, guarda Butterfly, sempre immobile con grande tenerezza, scuotendo il cap e compiangendola: poi va a prendere delle lampade a foggia di fiori, le depone qua e là sul pavimento e le accende.
[Suzuki ritorna allo shosi per osservare ancora]
[Butterfly è sempre ritta ed immobile: Suzuki, dopo aver tentato di resistere al sonno, finisce col riaddormentarsi profondamente, ripiegata sulla persona]
Marinai (T1) [dalla baia, lontanissimi]
Oh eh! oh eh!
Marinai (T2)
Oh eh!
Marinai (T1)
oh eh! oh eh!
Marinai (T2)
oh eh!
Marinai (T1)
oh eh! oh eh!
Marinai (T2)
oh eh!
[vaghi rumori di catene, d'àncore e di altre manovre marinaresche]
Marinai (T1) [lontani]
Oh eh! oh eh!
Marinai (T2)
oh eh!
Marinai (T1)
oh eh! oh eh!
Marinai (T2)
oh eh!
Marinai (T1)
oh eh! oh eh!
Marinai (T2)
oh eh!
[altri rumori lontani dal porto di Nagasaki]
[Luce pallidissima al di fuori: comincia ad albeggiare]
Le fiamme delle lampade poste sul pavimento cominciano ad oscillare, poi a poco a poco vanno spegnendosi alternativamente. Si ode un leggero cinguettìo d'uccelli nel giardino, mentre al di fuori comincia la fredda luce dell'alba
[l'alba sorge rosea]
[Al di fuori risplende il sole]
[Butterfly finalmente si scuote, batte sulla spalla a Suzuki, che sussultando si risveglia e si alza, mentre Butterfly si volge verso il bambino e con premurosa cura lo solleva]
Butterfly [col bimbo adagiato sulle braccia e cullandolo in contempla amorosamente]
Dormi amor mio,
dormi sul mio cor.
Tu se con Dio
ed io col mio dolor.
[si avvia lentamente alla scaletta che conduce al piano superiore]
Dormi amor mio,
dormi sul mio cor.
Tu se con Dio
ed io col mio dolor.
A te i rai
degli astri d'or:
bimbo mio dormi!
[sale la scaletta]
Suzuki [mestamente crollando la testa]
Povera Butterfly!
Butterfly [soffermandosi e volgendosi a Suzuki]
Verrà, verrà, vedrai.
[Suzuki ripone le lampade spente, mentre Butterfly torna a salire]
Dormi sul mio cor
a te i rai
degli astri d'or:
bimbo mio dormi!
[voce un poco lontana]
Dormi amor mio,
dormi sul mio cor.
[voce più lontana]
Tu sei con Dio
ed io col mio dolor.
[perdendosi]
Suzuki [si inginocchia innanzi al simulacro di Budda]
Povera Butterfly!
[si alza e va ad aprire lo shosi]
[Si batte lievemente all'uscio d'ingresso * * *]
Chi sia?...
[si batte più forte * * * *]
[va ad aprire]
[grida, per la grande sorpresa]
Oh!...
Sharpless [sul limitare dell'ingresso fa cenni a Suzuki di silenzio]
Stz!
Zitta! zitta!
[Pinkerton e Sharpless entrano cautamente in punta di piedi]
Pinkerton [premuorsamente a Suzuki]
Non la destar.
Suzuki
Era stanca sì tanto! Vi stette ad aspettare
tutta la notte col bimbo.
Pinkerton
Come sapea?
Suzuki
Non giunge
da tre anni una nave nel porto, che da lunge
Butterfly non ne scruti il color, la bandiera.
Sharpless [a Pinkerton]
Ve lo dissi?!...
Suzuki [per andare]
La chiamo...
Pinkerton [fermando Suzuki]
No: non ancor.
Suzuki [indicando la stanza fiorita]
Lo vedete, ier sera,
la stanza volle sparger di fiori.
Sharpless [commosso]
Ve lo dissi?...
Pinkerton [turbato]
Che pena!
Suzuki [sente rumore nel giardino, va a guardare fuori dallo shosi ed esclama con meraviglia:]
Chi c'è là fuori
nel giardino?...
Una donna!!..
Pinkerton [va da Suzuki e la riconduce sul davanti, raccomandandole di parlare sottovoce]
Zitta!
Suzuki [agitata]
Chi è? chi è?
Sharpless [a Pinkerton]
Meglio dirle ogni cosa...
Suzuki [sgomenta]
Chi è? chi è?
Pinkerton [imbarazzato]
È venuta con me.
Suzuki
Chi è? chi è?
Sharpless [con forza repressa ma deliberatamente]
È sua moglie!
Suzuki [sbalordita, alza le braccia al cielo, poi si precipita in ginocchio colla faccia a terra]
Anime sante degli avi! Alla piccina
s'è spento il sol,
s'è spento il sol!
Sharpless [calma Suzuki e la solleva da terra]
Scegliemmo quest'ora mattutina
per ritrovarti sola, Suzuki, e alla gran prova
un aiuto, un sostegno cercar con te.
Suzuki [desolata]
Che giova? che giova?
Sharpless [prende a parte Suzuki e cerca colla persuasione di averne il consenso, mentre Pinkerton, sempre più agitato, si aggira per la stanza ed osserva]
Io so che alle sue pene
non ci sono conforti!
Ma del bimbo conviene
assicurar le sorti!
/ Pinkerton
| Oh! l'amara fragranza
| di questi fiori.
| Sharpless
| La pietosa
\ che entrar non osa
materna cura
/ del bimbo avrà
| Suzuki
| Oh me trista!
| E volete ch'io chieda
| ad una madre...
| Pinkerton
| Immutata è la stanza
| dei nostri amor...
| [Pinkerton va verso il simulacro di Budda]
| Sharpless
| Suvvia,
\ parla,
suvvia,
parla con quella pia
/ e conducila qui... s'anche la veda
| Butterfly, non importa.
| Anzi, meglio se accorta
| del vero si facesse alla sua vista.
| Suvvia, parla con quella pia,
| suvvia, conducila qui.
| Suzuki
| e volete ch'io chieda
| ad una madre...
| Oh! me trista!
| Oh! me trista!
| Anime sante degli avi!...
| Alla piccina
| s'è spento il sol!
| Oh! me trista!
| Oh! me trista!
| me trista!
| Alla piccina
| s'è spento il sol!
| [spinta da Sharpless va nel giardino a raggiungere Mistress Pinkerton]
| Pinkerton [vede il proprio ritratto]
| Il mio ritratto...
| Tre anni son passati,
| tre anni son passati,
| tre anni son passati e noverati
\ n'ha i giorni, i giorni e l'ore.
[vinto dall'emozione e non potendo trattenere il pianto si avvicina a Sharpless e gli dice risolutamente:]
Non posso rimaner; v'aspetto
per la via.
Sharpless
Non ve l'ho detto?
Pinkerton [prendendo nelle sue le mani di Sharpless]
M'avete visto piangere
nè son facile al pianto.
Pace non posso renderle.
[consegna a Sharpless danaro]
A voi.
Qualche soccorso...
Ch'ella non cada almeno in povertà.
Voi del figlio parlatele,
[imbarazzato] io non oso. Ho rimorso; [come prendendo una decisione e passandosi una mano sulla fronte] sono stordito! addio,
mi passerà
[esce rapidamente dalla porta dell'ingresso]
[Sharpless crolla tristamente la testa]
[Kate e Suzuki entrano dal giardino]
Kate [con dolcezza a Suzuki]
Glielo dirai?
[Suzuki a testa bassa risponde senza scomporsi dalla sua rigidezza]
Suzuki
Prometto.
Kate
E le darai consiglio
d'affidarmi?...
Suzuki
Prometto.
Kate
Lo terrò come un figlio.
Suzuki
Vi credo. Ma bisogna ch'io le sia sola accanto...
Nella grande ora... sola! Piangerà tanto tanto!
piangerà tanto!
Butterfly [voce lontana dalla camera superiore, chiamando]
Suzuki!
[più vicina] Suzuki!
Dove sei?
Suzuki!
[appare in cima alla scaletta]
Suzuki
Son qui... pregavo e rimettevo a posto...
[Butterfly comincia a scendere]
No...
[si precipita verso la scaletta per impedire a Butterfly di scendere]
no... no... no... no... non scendete...
[Butterfly discende precipitosa, svincolandosi da Suzuki che cerca invano tratteneria]
[gridando] no... no... no...
Butterfly [aggirandosi per la stanza con grande agitazione, ma giubilante]
È qui,... è qui... dove è nascosto?
è qui,... è qui...
[scorgendo Sharpless]
Ecco il Console...
[sgomenta, cercando Pinkerton]
e... dove?... dove?...
[Butterfly, dopo aver guardato da per tutto, in ogni angolo, nella piccola alcova e dietro il paravento, sgomenta si guarda attorno]
Non c'è!..
[vede Kate: la guarda fissamente]
[a Kate] Chi siete?
Come è bella!...
Nessuno parla!...
Perché piangete?
[teme di capire e si fa piccina come una bimba paurosa]
No: non ditemi nulla... nulla... forse potrei
cader morta sull'attimo...
[con bontà affettuosa ed infantile a Suzuki]
Tu Suzuki che sei
tanto buona, non piangere! e mi vuoi tanto bene
un Sì, un No, di' piano... Vive?
Suzuki
Sì.
Butterfly [come se avesse ricevuto un colpo mortale: irrigidita]
Ma non viene
più. Te l'han detto!...
[Suzuki tace]
[irritata al silenzio di Suzuki]
Vespa! Voglio che tu risponda.
Suzuki
Mai più.
Butterfly [con freddezza]
Ma è giunto ieri?
Suzuki
Sì.
[Butterfly, che ha capito, guarda Kate, quasi affascinata]
Butterfly
Quella donna bionda
mi fa tanta paura! tanta paura!
Kate [con semplicità]
Son la causa innocente
d'ogni vostra sciagura.
Perdonatemi.
[fa per avvicinarsi a Butterfly, ma questa le fa cenno di starle lontano]
Butterfly
Non mi toccate.
[con voce calma]
Quanto
tempo è che v'ha sposata... voi?
Kate
Un anno.
[peritosa] E non mi lascierete far nulla pel bambino?
[Butterfly tace]
Lo terrei con cura affetuosa...
[impressionata dal silenzio di Butterfly, insiste commossa]
È triste cosa, triste cosa,
ma fatelo pel suo meglio.
[rimane immobile]
Butterfly
Chissà!
Tutto è compiuto ormai!
Kate [insinuante]
Potete perdonarmi, Butterfly?
Butterfly
Sotto il gran ponte del cielo non v'è
donna di voi più felice.
[con passione]
Siatelo sempre,
non v'attristate per me.
Mi piacerebbe pur che gli diceste
che pace io troverò.
Kate [porgendole la mano]
La man,... la man, me la dareste?
Butterfly [energica, ma gentile]
Vi prego, questo... no...
Andate adesso.
Kate [andando verso Sharpless]
Povera piccina!
Sharpless [assai commosso]
È un immensa pietà!
Kate
E il figlio lo darà?
Butterfly [che ha udito, dice con solennità e spiccando le parole]
A lui lo potrò dare
se lo verrà a cercare.
[con intenzione, ma con grande semplicità]
Fra mezz'ora salite la collina.
[Suzuki accompagna Kate che esce dalla porta di destra, poi sale al piano superiore]
[Sharpless s'avvicina a Butterfly per darle i danari di Pinkerton]
Sharpless [interrompendosi per la commozione]
L'amico mio... mi diede...
per voi... non so spiegarmi...
[quasi piangendo] Egli provede...
Butterfly [interrompendolo]
Non piangete, signore, io sono avvezza
ad ogni peggior cosa. E poi riposa
pur tanto la certezza,
la speranza ed il sogno,
quelli no, quelli no, non dan pace,...
quelli no, non dan pace.
[Suzuki rientra dalla porta di sinistra e rimane in disparte ad osservare]
Or se vi piace...
[cercando dare i danari a Sharpless]
rendete...
Sharpless [rifiutandoli]
Oh no.
Butterfly
Non me ne fa bisogno.
Sharpless [cercando persuaderla con scherzoso rimprovero]
Come è caparbia quella testolina!
Butterfly [rendendo i danari]
Lo voglio.
Sharpless [riprendendoli]
Obbedirò.
Si può rivedervi?
Butterfly
Si può:
[con intenzione, ma tristamente]
fra mezz'ora salite la collina.
[Sharpless esce]
[Butterfly si regge a stento - Suzuki s'affretta a sorreggererla conducendola nel mezzo della scena]
Suzuki [mettendo una mano sul cuore a Butterfly]
Come una mosca prigioniera
l'ali batte il piccolo cuor!
[Butterfly si rinfranca poco a poco: vedendo che è giorno fatto, si scioglie da Suzuki, e le dice:]
Butterfly
Troppa luce è di fuor,
e troppa primavera.
Chiudi.
[Suzuki va a chiudere porte e tende, in modo che poi la camera rimane quasi in completa oscurità]
[Suzuki ritorna verso Butterfly]
Butterfly
Il bimbo ove sia?
Suzuki
Giuoca... Lo chiamo?
Butterfly
Lascialo giuocar, lascialo giuocar.
Va a fargli compagnia.
Suzuki [rifiutandosi]
Non vi voglio lasciar.
No! no! no! no!
[si getta ai piedi di Butterfly, piangendo]
Butterfly [accarezzando la testa di Suzuki]
Ieri m'hai detto una savia parola:
che il buon riposo accresce la beltà.
Suzuki
Vero.
Butterfly
Lasciami sola
e la tua Butterfly riposerà.
[Suzuki rifiuta ancora d'andarsene]
Sai la canzone?
``Ei venne alle sue porte
prese il posto di tutto, se n'andò
e nulla vi lasciò,
nulla, nulla, fuor che la morte.''
Suzuki [piangendo]
Resto con voi.
Butterfly [risolutamente, battendo forte le mani]
Va, va. Te lo comando.
[fa alzare Suzuki, che piange disperatamente, e la spinge fuori dell'uscio di sinistra]
[si sentono i singhiozzi di Suzuki]
[Butterfly accende il lume davanti al Budda]
[s'inchina]
Butterfly rimane immobile assorta in doloroso pensioro - ancora si odono i singhiozzi di Suzuki, i quali vanno a poco a poco affievolendosi.
Butterfly ha un moto di spasimo.
Butterfly va allo stipo e ne leva il velo bianco, che getta attraverso il paravento - poi prende il coltello, che chiuso in un astuccio di lacca, sta appeso alla parete presso il simulacro di Budda.
Butterfly ne bacia religiosamente la lama, tenendola colle due mani per la punta e per l'impugnatura.
Butterfly [legge a voce bassa le parole che vi sono incise]
Con onor muore
chi non può serbar vita con onore.
[si punta il coltello lateralmente alla gola]
[s'apre la porta di sinistra e vedesi il braccio di Suzuki che spinge il bambino verso la madre: questi entra correndo colle manine alzate: Butterfly lascia cadere il coltello - si precipita verso il bambino, lo abbraccia e lo bacia quasi a soffocarlo]
Butterfly
Tu? tu? tu? tu? tu? tu? tu?
piccolo Iddio!
Amore, amore mio,
fior di giglio e di rosa.
[prendendo la testa del bimbo, accostandola a sè]
qui, qui la tua testa bionda
ch'io nasconda
la fronte dolorosa, [sempre più stringendolo al seno e confondendo la sua testa con quella del bimbo]
qui, qui, ne' tuoi capelli.
[parlandogli guardandolo negli occhi]
Non saperlo mai
per te, pei tuoi puri
occhi, muor Butterfly
perché tu possa andar
di là dal mare
senza che ti rimorda ai dì maturi,
il materno abbandono.
[con esaltazione]
O a me, sceso dal trono
dell'alto Paradiso,
guarda ben fiso, fiso
di tua madre la faccia!...
che te'n resti una traccia,
guarda ben di tua madre la faccia!
sia pur pallida e poca.
Che non tutto consunto
vada di mia beltà l'ultimo fior.
Addio! addio! piccolo amor!
[con voce fioca]
Va. Gioca, gioca.
Butterfly prende il bambino, lo posa su di una stuoia col viso voltato verso la parte di sinistra, gli dà nelle mani la banderuola americana ed una puppattola e lo invita a trastullarsene, mentre delicatamente gli benda gli occhi. Poi afferra il coltello e, collo sguardo sempre fisso sul bambino, va dietro il paravento.
Si ode cadere a terra il coltello, e il gran velo bianco scompare dietro al paravento.
Si vede Butterfly sporgersi fuori dal paravento, e brancolando muovere verso il bambino -- il gran velo bianco le circonda il collo: con un debole sorriso saluta colla mano il bambino e si trascina presso di lui, avendo ancora forza di abbracciarlo, poi gli cade vicino.
Pinkerton [interno] [gridando]
Butterly! Butterfly! Butterfly!
La porta di destra è violentemente aperta - Pinkerton si precipita verso Butterfly e il bambino - Butterfly apre gli occhi e con debole gesto gli indica il figlio - e muore -
SIPARIO RAPIDO
 




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Notes
 
 

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